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Il suoi
genitori erano molto religiosi ed il padre ricevette gli ordini minori.
Il 30
Agosto 1734 Nicolò ricevette la s. Cresima nel paese di Villafranca
Sicula e di lì a poco si iscrisse alla Confraternita del SS. Sacramento.
Alla morte dei genitori e di tutti i fratelli,
Nicolò si trasferì in casa di Eufrasina, unica sorella sopravvissuta ed
andata in nozze a Villafranca Sicula. Nella sua casa, insieme ad una
piccola nipotina, rimase fino a che i dissidi con il cognato non
lo costrinsero a fare rientro nel suo paese natale.
Per lui era già stato imbastito un matrimonio con
la figlia di Marco Antonio Truncali, ma Nicolò si mostrò sempre
contrario avendo in cuore, sin da giovane, di farsi frate. E l'occasione
per sciogliere ogni legame fu data da una discordia per motivi di dote
tra i Truncali e gli Sciortino.
Nicolò bussò alle porte del convento dei Cappuccini
per molte volte, ma ricevette spesso dei rifiuti sino a che non si
rivolse personalmente al padre provinciale dei Cappuccini, frate
Innocenzo da Chiusa. Lo seguì per strada sino al convento di Bivona,
piangendo e supplicandolo di dare ascolto alla sua vocazione. Il p.provinciale
rimase sbigottito da tanta perseveranza e, arrivato in convento, firmò
subito la
lettera
che autorizzava il giovane di Burgio a recarsi al noviziato.
La vita nel convento di Monte S.Giuliano, ad Erice,
iniziò il 1 Aprile 1735 con il nome di Andrea da Burgio. |