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Repubblica Popolare d'Angola

Superficie: 1.247.031 Km²
Abitanti: 10.366.031 (stime luglio 2001)
   0-14 anni : 43.31%; 15-64 53.98 %; oltre 65: 2.71%

Densità: 8,5 ab/Km²
Forma di governo: Repubblica presidenziale

Data d’indipendenza : 11 novembre 1975 (dal Portogallo)

Costituzione :11 novembre 1975, emendata 4 volte

Sistema giuridico :Basato sul sistema codicistico portoghese Suffragio :Universale per i maggiori di 18 anni.

Capitale: Luanda (2.081.000 ab.)
Altre città: Huambo 200.000 ab.
Gruppi etnici: Ovimbundu 37%, Kimbundu 25%, Bakongo 13%, meticci 2%, Europei 1%, altri 22%

Paesi confinanti: Congo a NORD (Cabinda), Repubblica Democratica del Congo a NORD-EST, Zambia ad EST, Namibia a SUD
Monti principali: Serra Môco 2620 m
Fiumi principali: Cubango 1300 Km (tratto angolano, totale 1800 Km), Cunene 1020 Km, Cuanza 1000 Km
Lingua: Portoghese (ufficiale), vengono parlati inoltre 60 dialetti di origine bantu, tra cui Umbundu, Kimbundu, Kikongo
Religione: Animista 47%, Cattolica 38%, Protestante 15%
Moneta: Kwanza angolano

bandiera dello Sato dell'Angola

Cartina geografica dell'Angola

 

 

Tasso di crescita annuale (%)*     3,2

    (tassi naturali e migratori)         

Tasso di natalità (per 1000)        47,7

Tasso di mortalità (per 1000)      18,7

Tasso di mortalità infantile          193 su 1000

Speranza di vita M                    45

Speranza di vita F                     48

Tasso di infezione dell’HIV            2,78

Tasso di alfabetizzazione            42%

    Statistiche demografiche 1992-1997

 

Il Paese si estende prevalentemente pianeggiante e la popolazione è più concentrata sulla costa atlantica. L'Angola è un paese ricchissimo di risorse naturali :giacimenti petroliferi,diamanti,ferro, manganese, rame, fosfati, uranio.

I climi variano nelle diverse regioni :equatoriale, tropicale umido nella parte settentrionale, tropicale secco in quella meridionale, temperato umido lungo la costa settentrionale e semidesertico a Sud.

La situazione ambientale, a causa dello sfruttamento eccessivo dei pascoli e del clima presenta desertificazione e disboscamento delle foreste tropicali, inquinamento e insabbiamento delle falde acquifere.

L’economia angolana è fortemente provata da oltre 25 anni di guerra civile. L’agricoltura è stata abbandonata a seguito del processo di urbanizzazione dovuto all’abbandono delle campagne per il pericolo della guerriglia e delle mine. Nonostante la ricchezza di risorse naturali, il tasso di esportazione per abitante è tra i più bassi del mondo, a causa delle privatizzazioni internazionali.

 
 

Indice di sviluppo umano

0,422

Persone sotto la soglia di povertà di 1 $ al giorno

n.d.

PIL pro capite

3,179

Popolazione senza accesso a fonti d’acqua pulita

62 %

Popolazione con accesso ai farmaci essenziali

65 %

Spesa Pubblica per l’istruzione ( % sulla Spesa Pub. Totale)

n.d

Spesa pubblica per la sanità (% sul PIL)

n.d

Spesa militare (% sul PIL)

23,5 %

Debito estero

(prestiti ricevuti e della lievitazione degli interessi)

10,8 miliardi di $.

 

  Storia

I boscimani (Khoisan) furono i primissimi abitanti dell'Angola vivendo di caccia ed agricoltura. Furono sotto la dipendenza del Congo per lo spostamento dei Bantu nel 1000 d.C.fino a quando, nel XIV sec., non si costituì il locale impero bantu del Manikongo.

La storia della colonizzazione dell'Angola ha inizio alla fine del XV sec. ad opera dei Portoghesi guidati dal capo della potente flotta Diogo Cão. L'occupazione divenne definitiva dal 1560 con P.Dias de Novais, quando alla colonizzazione commerciale fece subito seguito quella militare. Di pari passo, si mossero verso l'Angola i primi evangelizzatori. Furono periodi bui per la popolazione, deportata come schiava nelle piantagioni del Brasile. La tratta, una delle più fiorenti delle coste in mano ai trafficanti europei, fu sostenuta dalle stesse etnie che, per evitare le deportazioni, si misero a commerciare essi stessi procurando la "materia prima" direttamente dall'entroterra. Ma i regni locali si opposero strenuamente alla schiavitù. Se nel 1450 la popolazione angolana era di circa 18 milioni di abitanti, dopo 4 secoli essa si ridusse ad 8 milioni.

Quando nel XIX sec. la schiavitù iniziò ad essere abolita, lo sfruttamento dell'Angola si orientò verso le miniere di diamanti e le risorse agricole. L'occupazione portoghese continuò, sancita dalla Conferenza di Berlino (1884) che divise l'Africa tra i colonizzatori europei, ma non fu una presenza ben accetta. La continua presenza militare in Angola fu costretta alla forza per la resistenza degli Angolani sino a quando, nel 1951, il Portogallo definì questa terra come una provincia d'Oltremare, primo passo verso la sua liberazione. Il Movimento popolare per la Liberazione dell'Angola ed il Fronte Nazionale per la Liberazione dell'Angola avevano l'obiettivo di vedere riconosciuto il diritto all'autodeterminazione ed all'indipendenza del popolo e per questo lottarono sino al 1975. Ma, riconosciuta dopo alcune sconfitte militari la loro indipendenza, i Portoghesi assistettero alle lotte intestine tra le diverse forze in campo per la riorganizzazione politica dell'Angola. Lo scontro vedeva da una parte l'appoggio americano e dello Zaire ad una forza di liberazione, dall'altro il sostegno sovietico all'altra fazione, dall'altro ancora l'appoggio del Portogallo e del Sud Africa ad una terza fazione. Il risultato, alla fine di scontri che videro l'ingerenza pure di 15000 soldati cubani e l'occupazione a nord ed a sud del paese di forze militari dello Zaire e del Sud Africa, fu il riconoscimento dell'indipendenza dal Portogallo, la capitale a Luanda e la Presidenza del Paese ad Agostinho Neto, capo del Movimento della Liberazione. Nonostante tutto, quindi, la guerriglia interna continuò e molti lasciarono le campagne per la paura delle mine e degli attacchi militari. La guerra andò avanti ed anche in modo molto cruento, con i cubani alleati degli angolani. Soltanto nel 1988, per le pressioni internazionali, il crescere delle spese militari e l'apartheid, il Sudafrica firmò a New York un accordo di pace con Angola e Cuba. Ma fu una pace fittizia, poiché Stati Uniti e blocco sovietico continuavano a sobillare militarmente le due parti in cui era diviso il paese, finanziando la guerra con il petrolio ed i diamanti presenti in quantità nel sottosuolo del paese africano. Il tutto sino al 4 aprile 2002 quando, in seguito anche al tentativo dell'ONU di bloccare il conflitto, viene firmato a Luanda il cessate il fuoco.

Dal 1975  ad oggi i risultati a causa della guerra di liberazione dal Portogallo sono stati :

  • 1 milione di morti

  • 4 milioni di profughi

  • su 10 milioni di abitanti : 20% dei bambini senza alimenti

  •                                   3% dei bambini soffre i grave malnutrizione

  •                                   la mortalità infantile dei minori di 5 anni è di 292 per 1000

  • Le vie di comunicazione sono distrutte

  • le infrastrutture sono devastate

  • nel paese sono state rinvenute diverse fosse comuni

  • nel territorio dell'Angola sono presenti 15 milioni di mine inesplose